La classifica degli zoo etici per il National Geographic

Negli ultimi anni, la questione della conservazione della fauna selvatica incontra un dibattito che mette a confronto l’antico concetto dello zoo inteso come luogo d’intrattenimento a quello degli zoo moderni sempre più indirizzati a diventare centri etici che si fondano su tre pilastri: conservazione, ricerca e benessere animale.
Per gli zoo e gli acquari moderni sono stati introdotti alcuni standard internazionali di qualità, etica e scienza per i quali vengono rilasciate certificazioni internazionali come WAZA, EAZA e AZA.

Negli ultimi decenni, molti zoo si stanno trasformando da luoghi di intrattenimento a centri etici ovvero che rispettano tre fondamenta: conservazione della biodiversità, ricerca scientifica e benessere animale.
Gli zoo etici mirano a ricreare habitat naturali ampi e stimolanti per far prosperare le specie, incentrandosi sulla tutela degli animali a rischio estinzione attraverso programmi di riproduzione in cattività e successiva reintroduzione.
In un’epoca segnata da bracconaggio e perdita di habitat, queste strutture creano vere e proprie “popolazioni di riserva” geneticamente sane. Si annoverano alcuni importanti progetti di reinserimento come l’orice d’Arabia e il condor della California che hanno contribuito a salvare le specie dall’estinzione.
Un altro pilastro fondamentale è l’educazione per cui le strutture prevendono progetti di sensibilizzazione dei visitatori spingendoli verso comportamenti attivi e sostenibili.

I più importanti zoo etici

Zoo di Lipsia, Germania: un’istituzione all’avanguardia incentrata sulla sostenibilità che ricrea fedelmente gli habitat naturali. Spicca l’area “Gondwanaland”, una foresta tropicale grande quanto due campi da calcio. Lo zoo partecipa a programmi di riproduzione e reintroduzione di specie a rischio, come il gatto selvatico europeo.

Bioparc de Doué-la-Fontaine, Francia: unico zoo troglodita al mondo, scolpito in un’ex cava di calcare. Mette il benessere degli animali davanti alla loro visibilità per il pubblico e collabora ai programmi europei EEP per la diversità genetica, finanziando progetti per il panda rosso e la tigre di Sumatra.

Smithsonian’s National Zoo, Stati Uniti: situato a Washington DC, offre l’ingresso gratuito e unisce lo zoo a un prestigioso Istituto di Biologia della Conservazione. Utilizza tecniche di arricchimento ambientale innovative (suoni, odori) e webcam per tutelare dal forte afflusso di pubblico animali come panda e ghepardi.

Mandai Singapore Zoo, Singapore: perla della Mandai Wildlife Reserve, permette agli animali di esprimere comportamenti naturali. Organizza incontri educativi quotidiani e gestisce colonie di riproduzione per salvare specie in forte pericolo di estinzione, come la tartaruga palustre birmana.

Shaldon Zoo, Regno Unito: situato nel Devon, dimostra che anche le strutture più piccole (è il membro più piccolo dell’EAZA) possono essere etiche. Ospita solo animali nati in cattività, concentrandosi su specie rare e spesso trascurate come il margay, il civetto e il binturong, e supporta progetti in Madagascar e Vietnam.

Parco Animale di Berna, Svizzera: immerso nel bosco di Dählhölzli, questo zoo garantisce ampi spazi in cui gli animali (come linci e leopardi) possono nascondersi alla vista dei visitatori. Ospita una mandria di bisonti europei in un’area di 12 acri, contribuendo alla reintroduzione di questa specie estinta in natura nel 1919.

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