A Verona, circa 20 alberi giunti a fine vita non vengono abbattuti ma trasformati in “alberi habitat”: tronchi spogli, talvolta ricostruiti, che ospitano uccelli, insetti, funghi e piccoli animali. L’iniziativa di Amia (gestore del verde pubblico) prevede che, quando un albero malato non è più sicuro per i cittadini ma può essere mantenuto stabile, venga ridotto e arricchito di cavità naturali o artificiali per la nidificazione.
Gli esemplari si trovano in Bosco Buri, Bastione Regina Margherita, via Faccio e piazza Bra — quest’ultimo con funzione divulgativa, grazie a cartelli bilingui. I risultati sono già visibili: un pioppo nero ospita una covata di cinciarella, un altro un assiolo.
La soluzione non è applicabile in aree molto frequentate per motivi di sicurezza, ma funziona bene in parchi e spazi verdi meno esposti. L’obiettivo, spiega il coordinatore Francesco Donini, è “incrementare gli habitat disponibili senza consumare nuove risorse”.
Al momento ci sono interventi ordinari in corso: dopo il temporale dell’11 maggio con raffiche oltre 100 km/h, sono previsti abbattimenti di 12 aceri in viale Risorgimento e 8 olmi in via Torbido, con reimpianto entro febbraio. Amia garantisce trasparenza pubblicando le perizie online e affiggendo cartelli in loco.