Lo scorso 16 giugno, un grave incendio ha devastato l’Ippodromo Sant’Artemio di Treviso, distruggendo una scuderia e causando la morte di sei cavalli, rimasti intrappolati nei box e deceduti per intossicazione da fumo.
La struttura in legno è completamente collassata a causa delle fiamme.
Mentre i Vigili del Fuoco e i Carabinieri Forestali indagano sull’ipotesi di un cortocircuito elettrico — che avrebbe innescato il materiale altamente infiammabile — il direttore dell’ippodromo, Stefano Bovio, ha espresso forti dubbi su tale dinamica.
“Resta un fatto inspiegabile: era tutto spento, compreso il quadro elettrico. In 35 anni che sono qui non è mai successo un incendio del genere. Ci siamo accorti di quanto stava accadendo perché un operatore, che ha l’ufficio nelle vicinanze, ci ha allertati dopo aver notato il fumo. Ho mandato subito una persona con gli estintori e poco dopo sono arrivati i Vigili del Fuoco”. Ha dichiarato Bovio.
I danni complessivi stimati superano i 100mila euro, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire l’esatta origine del rogo.