Il 4 febbraio 2026 è uscito nelle sale À demain sur la lune, l’emozionante film documentario del regista Thomas Balmès. L’opera offre uno sguardo raro e intimo sul tabù del fine vita, accendendo i riflettori sul reparto di cure palliative dell’ospedale di Calais. Qui si muove Peyo, uno straordinario stallone di 21 anni che, con il solo rumore dei suoi zoccoli, porta un supplemento d’anima nei corridoi della struttura. Adottato nel 2011 dal dresseur Hassen Bouchakour, il cavallo era inizialmente considerato ingovernabile e aggressivo.
Tuttavia, con il tempo ha rivelato un’empatia sorprendente e un “flair” innato per intercettare la sofferenza umana, tanto da essere oggi oggetto di studi scientifici per i suoi comportamenti legati a spettri autistici. Come animale “specchio”, Peyo reagisce alle emozioni dei malati, riducendo la loro ansia e la necessità di farmaci antalgici. Parte della critica è rimasta tuttavia scontenta: concentrandosi sulla storia parallela della luminosa Amandine, una giovane madre colpita da cancro, il regista ha parzialmente tralasciato il focus centrale sulla figura di Peyo. Nonostante ciò, la pellicola resta un potente inno all’amore e alla dignità, già adottato nelle facoltà di medicina per ridefinire il valore del tempo che ci resta da vivere.