Oltre 45 cani morti a Scossicci: il fallimento dei controlli e il silenzio delle ASL veterinarie

La discarica degli orrori a Scossicci: il bilancio sale ad oltre 45 cani. La responsabilità delle ASL veterinarie

Il bilancio del macabro ritrovamento a Scossicci, presso Porto Recanati, si aggrava: i resti di oltre 45 cani sono stati rinvenuti in un fosso adiacente all’A14. La scoperta, avviata il 7 febbraio da una volontaria, ha svelato un cimitero clandestino dove molti animali, in gran parte maremmani, erano sigillati in sacchi di plastica o mangime. Lo stato dei resti, dai corpi in decomposizione agli scheletri, suggerisce uno smaltimento illecito protratto nel tempo.
Dettagli inquietanti come le zampe legate e l’assenza di microchip avvalorano l’ipotesi di una condotta seriale e violenta. Sul posto, i Carabinieri e la Scientifica hanno sequestrato anche accette, mazze e bossoli da caccia. Mentre la Procura di Macerata indaga sulle cause dei decessi tramite l’Istituto Zooprofilattico, le piste spaziano dall’eliminazione di esemplari “non idonei” alla pastorizia fino allo smaltimento abusivo per conto terzi.
Questo scenario ricalca dinamiche già viste in Sicilia, dove tra il Nisseno e l’Agrigentino sono stati scoperti pozzi colmi di levrieri e segugi eliminati perché non più performanti. Parallelamente, il mondo dei combattimenti clandestini (come dimostrato dai recenti blitz a Canicattì) produce una scia di carcasse e “cani esca” gettati via per occultare le prove dei ring e della zoomafia.
In questo contesto, le ASL veterinarie hanno la responsabilità della vigilanza e della gestione dell’anagrafe canina. La carenza di monitoraggio sulle nascite e sulle sparizioni di animali non registrati favorisce il proliferare di tali discariche come anche azioni crudele come l’uccisione di cucciolate da parte, come accaduto nel 2025 nel Comune di Fiano Romano, in flagranza di reato. Solo attraverso ispezioni rigorose e capillari negli ambienti della caccia e della pastorizia le autorità sanitarie possono interrompere questa catena di omertà.

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