Oltre i video virali creati dall’IA, il fenomeno “Let the Dog Choose” nasconde una realtà biologica: i cani effettuano un vero “controllo dei precedenti” basato su odore e linguaggio del corpo. Riconoscere questa capacità di scelta trasforma l’adozione in un legame consapevole, fondato sul rispetto dei confini e dei segnali dell’animale.
In rete sta spopolando una serie di video intitolati “how dogs choices their humans” – Come i cani scelgono i loro umani. Si tratta di un progetto lanciato dal media account AJaniMalking intitolato “Let the Dog Choose” ovvero lasciate che siano i cani a scegliere.
Tuttavia quello che sfugge è che si tratta di video virali creati con l’intelligenza artificiale. Ovvero non si tratta di immagini o situazioni reali. Ad oggi, nessuna associazione od organizzazione ha promosso realmente questa tipologia di adozione. Questo fenomeno di video virali ha portato molte realtà ad interrogarsi sulla possibilità che siano veramente i cani a scegliere.

Un interessante articolo pubblicato da Vocalmedia ha esplorato questo approccio sul quale si stanno orientando alcune organizzazioni di protezione animali e associazioni. Ovvero, si sta tentando di introdurre la possibilità che il cane possa scegliere il suo adottante. Purtroppo, come sottolineano gli operatori, si tratta di una politica che potrebbe penalizzare e limitare le adozioni. Infatti, possiamo solo immaginare alla reazione di una persona che si offende se il cane che ha scelto la rifiuta.
Adozione una scelta reciproca
L’adozione non dovrebbe essere uno “shopping” unilaterale, ma un processo di scelta reciproca.
I cani leggono il sistema nervoso umano, analizzando postura, odore e tensione muscolare. Queste valutazioni non sono casuali, ma vere e proprie decisioni di sopravvivenza. Un cane cerca un’energia stabile e prevedibile, specialmente se ha subito traumi. Il rifiuto verso un potenziale adottante è un atto protettivo per evitare nuovi stress. Le persone non dovrebbero sentirsi offese, poiché il cane percepisce segnali invisibili. Ignorare questi segnali di disagio porta spesso a restituzioni o fallimenti adottivi.
Consenso e approccio libero
Non a caso, molti rifugi moderni stanno adottando protocolli basati sul consenso e sull’approccio libero. Gli animali avvertono rabbia o instabilità molto prima che queste diventino azioni. Un legame nato dalla scelta del cane trasforma il rapporto da proprietà a partnership. La persona scelta si sente investita di una responsabilità maggiore verso l’animale, sottolineano gli esperti e il consenso dell’animale è un confine biologico che la società tende spesso a ignorare. Rispettare il “no” di un cane protegge sia l’animale che la sicurezza della comunità. L’adozione ideale avviene quando due sistemi “nervosi” ma anche empatici si riconoscono.
Per questo, è necessario restare in ascolto dell’animale, osservare i suoi segnali e proteggere tale scelta.
In un altro interessante approfondimento pubblicato da kinship fornisce una panoramica sulla scelta e i fattori che portano un animale a decidere o a legarsi ad una persona. In realtà, cani e gatti effettuano un vero e proprio “controllo dei precedenti” basato su istinto, osservazione e biologia. Essere accettati da un animale non è immediato ma si evolve attraverso la coerenza e il rispetto dei codici comunicativi dell’animale.

La scelta di un animale è spesso una decisione di sopravvivenza. Gli esperti sottolineano alcuni pilastri fondamentali tra i quali la sincronizzazione dei sistemi nervosi ovvero gli animali leggono i segnali chimici e fisici (battito cardiaco, cortisolo, tensione muscolare) e tendono a scegliere persone che mostrano un’energia prevedibile e calma, percepita come un “porto sicuro”. A questo si aggiunge la Storia dell’apprendimento, quando il legame si crea con chi fornisce le risorse migliori come cibo, gioco e tempo di qualità. Nell’ottica del cane non utilitarismo, ma un riconoscimento di affidabilità. Infine, entra in gioco il codice del rispetto. I cani come la maggior parte degli animali non amano essere invasi. Ad esempio, evitare il contatto visivo diretto o ignorarli inizialmente è interpretato, nello specifico linguaggio canino, come un gesto amichevole e non minaccioso.
Che siano generati con l’IA questi video si rivelano estremamente utili non solo per rimarcare il concetto che un animale non è un prodotto usa e getta. Un invito ad una maggiore sensibilizzazione e diffusione della conoscenza del linguaggio animale come anche ad un cambiamento nell’approccio delle adozioni che siano indirizzate al rispetto dell’animale.
Guarda il video: When Dogs Choose Their Humans — Adoption Stories