Il recente pugno di ferro del Regno Unito contro le mutilazioni estetiche sta paradossalmente condannando migliaia di cani italiani che cercano una seconda possibilità all’estero. Come riporta in un articolo la BBC, la nuova normativa britannica (Animal Welfare Act), approvata a fine 2025, vieta l’ingresso nel Paese a qualsiasi esemplare con la coda mozzata o le orecchie tagliate, pratiche chirurgiche ancora tristemente comuni in Italia, specialmente nelle aree rurali e nel mondo della caccia.
Sebbene la legge nasca con l’intento di scoraggiare queste crudeli tradizioni estetiche, l’effetto collaterale è devastante per il mondo del volontariato. Per molte associazioni di soccorso che operano tra l’Italia e il Regno Unito, questo divieto rappresenta una sentenza di morte per gli animali più vulnerabili. Molti cani da caccia “scartati” perché timorosi degli spari o cani da guardia abbandonati dopo la morte del padrone trovavano oltremanica famiglie disposte ad accoglierli nonostante le mutilazioni subite. Senza una deroga specifica per i cani da salvataggio, il rischio è che questi animali restino prigionieri a vita nei canili italiani o vengano soppressi per mancanza di spazio.
E’ il caso di Rachael Hyde residente a Hucclecote, nel Gloucestershire, che nel marzo 2025, ha adottato Achilles, uno Spinone italiano attraverso l’associazione Spinone Overseas For Adoption, l’ente benefico che ha portato Achilles nel Regno Unito. “Vietare l’importazione di cani da salvati è ingiusto”, ha commentato la Hyde, raccontando che Achilles, che ha la coda tagliata, è stato trovato in una stanza chiusa a chiave in Toscana, quattro giorni dopo la morte della sua proprietaria. Dopo i controlli sanitari, è stato portato nel Regno Unito per vivere con Hyde e suo marito, David.
Secondo l’Italian Spinone Club of Great Britain, a questi cani viene spesso tagliata la coda mentre sono in Italia, dove vengono utilizzati come cani da caccia, per evitare che si feriscano mentre stanano gli uccelli dalle siepi.
La mobilitazione internazionale sta crescendo: la richiesta al governo britannico è di distinguere tra chi mutila i cuccioli per profitto o estetica e chi, invece, sta cercando di rimediare ai danni altrui offrendo una casa a un animale già compromesso. Una petizione con decine di migliaia di firme chiede ora che il Defra inserisca esenzioni urgenti per le organizzazioni no-profit, affinché la lotta contro la crudeltà non finisca per colpire proprio le vittime che si prefigge di tutelare.
Il divieto non riguarderà solo gli Spinoni, ma anche diverse razze colpite tra le quali Bracchi, Epagneul Breton, Dobermann, Cane Corso e Boxer che, seppur già adulti e salvati da situazioni di abbandono o maltrattamento, saranno ora respinti alla frontiera britannica a causa di un passato che non hanno scelto.