Nel nuovo saggio intitolato “Décoloniser notre rapport aux animaux” – Éditions Odile Jacob, il primatologo Cédric Sueur propone un cambio di paradigma nell’approccio al regno animale.
E se la vera domanda non fosse: “Bisogna (o meno) mangiare gli animali?” ma: “Perché li sfruttiamo?” Per secoli, il pensiero occidentale ha issato l’essere umano sulla vetta: padrone della Natura e del vivente, dei territori e dei destini animali. Questa colonizzazione del vivente ha plasmato le nostre leggi, le nostre fattorie, i nostri laboratori, i nostri racconti, fino ai nostri gesti più ordinari. Tuttavia, altri popoli vedono il mondo diversamente. Sanno che la Terra non appartiene a nessuno, che l’animale non è solo una risorsa, ma innanzitutto una presenza, una relazione, un’esistenza sensibile; sanno che dobbiamo scendere a patti con lui perché viviamo con lui.
In questo saggio, Cédric Sueur esplora le radici di questo dominio e propone una rivoluzione dello sguardo: decolonizzare il nostro rapporto con il vivente. Decolonizzare gli animali significa imparare a vederli diversamente: non più come oggetti d’uso, ma come compagni di mondo. Significa riconoscere la coscienza, la memoria, la gioia e la sofferenza di coloro con cui condividiamo la Terra.
“Riconoscere la sofferenza animale non è un atto di pietismo, è un atto di onestà scientifica. La sofferenza è il segnale universale di una vita che vuole preservare se stessa.”
Un saggio impegnato e luminoso che invita a riparare il nostro immaginario e a rifondare le nostre pratiche, per ricordare questa semplice evidenza: facciamo mondo insieme, con gli animali e con gli altri esseri viventi.
Etologia contemporanea
Cédric Sueur è professore di etologia e primatologia all’Università di Strasburgo, membro dell’Institut Universitaire de France e specialista della socialità negli animali e negli esseri umani. Ha già pubblicato Les Péripéties d’un primatologue. Sueur è una delle voci più interessanti dell’etologia contemporanea, specialmente per come intreccia lo studio del comportamento animale (in particolare dei primati) con l’etica e la filosofia politica.
Decolonizzazione del vivente
Il concetto di “Decolonizzazione del vivente” è il fulcro del lavoro più recente di Sueur che sostiene che il modo in cui trattiamo gli animali oggi è il risultato di una mentalità coloniale che ha oggettificato tutto ciò che non era “l’uomo bianco occidentale”.
Democrazia animale
Uno dei pilatri della ricerca di Sueur si basa sulla definizione della “democrazia animale”: contrariamente all’idea comune che le società animali siano basate solo sulla forza bruta o sulla tirannia di un “alfa”, Sueur dimostra che molte specie utilizzano meccanismi di voto e consenso.
- Il voto come necessità biologica
Nelle specie sociali, restare uniti è fondamentale per la sopravvivenza (protezione dai predatori, ricerca di cibo). Tuttavia, ogni individuo può avere desideri diversi (uno vuole bere, l’altro riposare). Sueur spiega che, per evitare che il gruppo si divida, gli animali devono trovare un accordo. Questo accordo non è imposto, ma negoziato. - Come votano i primati?
Sueur ha studiato approfonditamente i macachi, osservando che il processo di decisione collettiva (ad esempio, quando e dove spostarsi) avviene attraverso segnali specifici.
L’orientamento del corpo: Un individuo inizia a guardare in una direzione e fa alcuni passi. È una “proposta”.
Il consenso visivo: Se altri membri iniziano a orientarsi nella stessa direzione, il “voto” sta prendendo piede.
Il quorum: Solo quando un numero critico di individui (il quorum) ha espresso la propria preferenza, il gruppo intero si muove. Se non si raggiunge il quorum, l’iniziatore spesso torna indietro e si siede, accettando il fallimento della proposta.
Distribuzione del potere: Sueur sottolinea che il potere non è sempre centralizzato. In molte specie di macachi (come quelli di Tonkean), le decisioni sono distribuite: anche gli individui di basso rango possono influenzare la direzione del gruppo. Questo riduce i conflitti e aumenta l’efficienza del gruppo nel trovare risorse.
“Noi pensiamo di aver inventato la democrazia ad Atene, ma in realtà essa esiste da milioni di anni nella savana o nelle foreste. È una soluzione evolutiva al problema della vita collettiva.”
“Non si tratta più di chiederci cosa gli animali possano fare per noi, ma cosa noi condividiamo con loro. La cultura non è un’invenzione umana, è una strategia del vivente.”
“Il primatologo non osserva l’altro per trovarvi un riflesso di sé, ma per capire come diverse forme di intelligenza abitano lo stesso mondo. Siamo tutti rami diversi dello stesso albero che cercano la luce.”