Milleproroghe, il Governo cancella dieci anni di tutele: l’Italia torna a testare sugli animali

Mentre gli Stati Uniti nel 2025 hanno imposto un rigido stop ai test dolorosi su cani e gatti per volere del Congresso, l’Italia nel 2026 ha intrapreso la direzione opposta. Attraverso il Milleproroghe, il governo italiano ha rimosso i divieti su xenotrapianti e sostanze d’abuso, ripristinando pratiche che oltreoceano vengono ora considerate obsolete e crudeli. Questo paradosso normativo vede l’Italia tornare a modelli di ricerca tradizionali proprio mentre la superpotenza americana accelera verso metodi alternativi e più etici.

Con l’entrata in vigore del Decreto Milleproroghe 2026 (D.L. 31 dicembre 2025, n. 200), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302, l’Italia ha ufficialmente archiviato quel sistema di tutele minime che, per oltre un decennio, l’aveva distinta dal resto d’Europa.

Attraverso l’articolo 5, comma 10, il Governo ha scelto di non rinnovare la storica moratoria che dal 2014 sospendeva i divieti su due ambiti estremamente sensibili: gli xenotrapianti e le ricerche sulle sostanze d’abuso.

Questa mossa non è stata una semplice dimenticanza burocratica, ma un’abrogazione diretta delle lettere d) ed e) dell’art. 5 del D.Lgs. 26/2014.

Eliminando questi vincoli, l’Italia ha riallineato la propria legislazione alla Direttiva Europea 2010/63/UE, ponendo fine a un’anomalia normativa durata undici anni. Se da un lato la comunità scientifica celebra la possibilità di tornare a competere per fondi internazionali e di fermare la fuga di cervelli verso laboratori esteri, dall’altro la società civile percepisce questo passaggio come un brusco arretramento etico.

La riapertura dei laboratori ai test su droghe, alcol e tabacco appare, agli occhi dei critici, come una vera e propria resa tecnologica. Mentre il mondo accademico sostiene che i modelli animali siano ancora insostituibili per comprendere le complesse reazioni del sistema nervoso centrale alle dipendenze, le associazioni animaliste denunciano il mancato investimento in alternative d’avanguardia. Invece di potenziare l’uso di organoidi (micro-organi coltivati in vitro) e simulazioni basate sull’intelligenza artificiale, si è preferito ripristinare pratiche di laboratorio che molti considerano retaggio del secolo scorso.

Anche il campo degli xenotrapianti solleva numerosi interrogativi. La prospettiva di utilizzare animali, come i maiali geneticamente modificati, come “fabbriche di pezzi di ricambio” per sopperire alla carenza di organi umani, trasforma esseri senzienti in risorse industriali. Questa scelta politica netta privilegia la competitività accademica e la salute pubblica immediata rispetto alla sensibilità etica crescente di una popolazione sempre più attenta al benessere animale.

Il rischio concreto, sottolineato dalle opposizioni e dai comitati etici, è che questa svolta allenti la pressione verso l’innovazione “human-based”. Il principio del Replacement (sostituzione), pilastro della ricerca moderna, rischia di essere declassato a un mero proforma burocratico ora che le restrizioni legali sono decadute.

Il Ministero della Salute torna ad autorizzare procedure precedentemente vietate e l’Italia del 2026 sacrifica la protezione animale sull’altare della produttività scientifica.

Il Congresso degli Stati Uniti ha invece imposto al Dipartimento della Difesa lo stop immediato ai test dolorosi su cani e gatti, inserendo tale divieto nella legge sulla politica di difesa firmata dal Presidente Donald Trump il 18 dicembre 2025. La decisione scaturisce dall’indignazione per alcuni esperimenti della Marina che infliggevano scosse elettriche ai gatti per ricerche sulla disfunzione erettile. La nuova norma, sostenuta da una coalizione trasversale (da Elon Musk a Ben & Jerry’s), proibisce pratiche crudeli come impianti chirurgici, induzione di tumori e stimoli nocivi, permettendo solo attività non dolorose o legate alla sicurezza nazionale. Mentre i ricercatori difendono l’utilità di questi modelli per la salute umana, gli oppositori e organizzazioni come il White Coat Waste Project celebrano il taglio di milioni di dollari di fondi pubblici destinati a quella che definiscono “pseudoscienza”, promuovendo il passaggio a metodi scientifici più moderni e meno cruenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Previous post Cavalli e cani: scoperto un nuovo legame emotivo basato sull’olfatto
Next post Progetto satellitare ICARUS: monitoraggio animali e nuove frontiere per la conservazione delle specie