Un articolo interessante pubblicato sulla rivista slate ha preso in esame il crescente fenomeno che vede gli animali domestici sempre più presenti nelle famiglie e nella vita delle persone. Emerge dai dati che la Generazione Z e i Millennial stanno ridefinendo il concetto di famiglia, privilegiando gli animali domestici rispetto ai figli, una tendenza che costringe il mondo del lavoro a una rapida e sostanziale riorganizzazione.
Il crollo della natalità è evidente in tutti i paesi occidentali. Così come in Italia anche in Francia le nascite sono diminuite rispettivamente del 36% e 21,5% dal 2010 al 2024, mentre negli Stati Uniti la metà delle donne di 30 anni non ha figli, a fronte dei due terzi che ne avevano vent’anni fa.
Parallelamente, da uno studio condotto dalla piattaforma veterinaria vetster in Francia il 67% dei giovani adulti dichiara di preferire un cane a un bambino, e per quasi la metà di loro (48%) non esiste alcuna differenza tra avere un animale e avere un figlio.
Da un censimento delle attività commerciali a Siena, è emerso che i negozi di animali superano quelli per bambini, indicando quanto sia radicato il cambiamento sociale che vede il ruolo degli animali sempre più centrale nel sistema sociale ed economico.
Genitorialità animale
Questo forte attaccamento, ora definito “genitorialità animale” (pet-parenting), ha un impatto diretto sul mercato del lavoro. Circa il 60% dei giovani americani attivi sul lavoro è pronto a lasciare l’impiego (e il 10% lo ha già fatto) se le condizioni lavorative impediscono loro di prendersi cura adeguatamente del proprio animale.
Di conseguenza, la Gen Z esige flessibilità e benefit aziendali specifici, tra cui: congedi per la “parentalità animale”, uffici pet-friendly e coperture, totali o parziali, per le spese veterinarie (come il programma già attivo in aziende come Samsung).
Questa apertura aziendale non è solo una risposta a un’esigenza generazionale, ma anche una strategia per il benessere sul lavoro.
L’80% dei dipendenti identifica il lavoro come la principale fonte di stress; la presenza di animali domestici, in particolare cani, è dimostrato che riduca la pressione sanguigna, i rischi cardiovascolari e, soprattutto, lo stress percepito dal personale in ufficio (73%) e in smart working (51%).
In Italia oltre la metà delle famiglie (circa il 52-53%) possiede un animale, per cui pare che il nuovo ambito del pet-parenting si rivelerebbe cruciale per il benessere e la produttività dei dipendenti così come la cultura del rispetto nei riguardi degli animali.